Longevity
Pianificare la propria longevità: un atto di protezione verso la famiglia

Pianificare la propria longevità: un atto di protezione verso la famiglia

Qualche valutazione sul futuro e un vademecum di pensiero previdente, per sé e per la propria famiglia. L'articolo, redatto da Emanuela Notari, specialista di longevità e demografia, approfondisce questi argomenti.

Progettare il futuro, per sé e per la propria famiglia

 

La pianificazione del nostro futuro, finanziario ma non solo, non può prescindere dalla famiglia e dai ruoli che svolge. Come la sceneggiatura di un film non può non sviluppare le figure dei comprimari. La cosa si complica quando la trama si infittisce.

Un nuovo ciclo di vita

Il ciclo di vita dell’era della longevità non è solo più lungo, è più articolato, poco lineare e meno uguale per tutti, con uno slittamento in avanti delle fasi canoniche (lavoro, carriera, pensionamento) e l’emergere di fasi del tutto nuove: una specie di pre-adultità formativa che si interpone tra un’adolescenza che non finisce mai e una vita autonoma che tarda ad arrivare; una fase di maturità extra che precede la vera vecchiaia, una specie di cuscinetto di una decina d’anni in cui siamo anziani per i demografi ma non per i geriatri, abbiamo ancora salute e energie, ma già godiamo di una profonda conoscenza della vita e di noi stessi. Questa nuova fase, e come la riempiamo, è il vero regalo della longevità.

Al contrario del ciclo di vita dei nostri nonni, il nostro è e sarà anche decisamente più ciclico, con molteplici fasi di aggiornamento professionale (e culturale) lungo l’arco della vita: le tecnologie e le opportunità oggi si evolvono così velocemente che ciò che studiamo nei primi 25 anni di vita non è più sufficiente a sostenere una carriera lavorativa sempre più lunga e variegata. Così come non esiste più “la” carriera, ma un alternarsi di carriere diverse che seguono l’evoluzione dei settori economici, delle tecnologie, delle nostre stesse competenze.

Anche le strutture familiari e relazionali sono oggi più dinamiche rispetto al passato: aumentano le transizioni di vita, cambiano gli equilibri economici tra partner e, tra crisi di coppia e nuove unioni, si moltiplicano le responsabilità genitoriali e patrimoniali nel corso dell’esistenza.

In questo contesto di continuo accumulo e decumulo di carriere, risparmio, affetti e conoscenze, progettare il futuro è più fondamentale che mai e anche proteggere i propri affetti richiede più attenzione e senso di responsabilità. Individuare i punti fermi richiede un lavoro di analisi e pianificazione che non può essere uguale per tutti. Ogni famiglia, ogni coppia, ogni individuo ha più strumenti che mai a disposizione per progettare il proprio futuro, ma il loro livello di sofisticatezza richiede e offre una personalizzazione totale. 

A ciò si aggiungono nuovi bisogni connessi alla crescente pressione sul sistema di welfare pubblico – sanità e previdenza – che sposta sui di noi rischi che prima conteneva: in questo quadro, pensione e salute fanno sempre più parte di un welfare composito, fatto di una parte pubblica, utile ma non sempre sufficiente, e una parte privata che richiede consapevolezza, pensiero previdente e lucidità.

Se accumulare reddito e risparmi è fondamentale per una vita sempre più lunga, proteggere il patrimonio dai rischi di erosione a cui potremmo essere improvvisamente esposti diventa sempre più importante. Polizze che possiamo aver considerato accessorie possono diventare un importante strumento di protezione di sé e dei propri cari, attraverso la tutela del capitale finanziario famigliare. Fondi pensione integrativi che potevano rappresentare un’opportunità per concedersi qualche comfort in più nella terza età, oggi possono contribuire in modo significativo a preservare il tenore di vita proprio nella fase forse più delicata della vita.

Progetto di vita, pensiero previdente e famiglia: i punti cardinali della pianificazione del futuro

Pianificare le risorse economiche per una vita sempre più lunga significa alzare lo sguardo da sé alle persone che vivono con noi o dipendono da noi. La rotta è la tenuta delle risorse e la protezione da eventi esterni potenzialmente dannosi, con variabili molto diverse a seconda del tipo di professione e di famiglia. 

I lavoratori dipendenti di aziende strutturate, nella maggioranza dei casi, trovano proprio nel welfare aziendale la prima risposta integrativa rispetto ad alcuni limiti strutturali del welfare pubblico: fondo pensione, polizze sanitarie e in alcuni casi persino polizze LTC. I lavoratori autonomi, invece, devono pensare da soli a strumenti di welfare previdenziale e sanitario, ma anche di tutela della propria capacità di reddito da infortuni e malattia, e di tutela del patrimonio da responsabilità civile e professionale – quelle stesse protezioni spesso implicite in un rapporto di lavoro dipendente. 

Le sospensioni o riduzioni dell’attività lavorativa per dedicarsi alla cura di un figlio o di altri familiari possono comportare una riduzione dei contributi previdenziali per le donne, costituendo una criticità soprattutto in vista di una maggiore longevità. Anche questo diventa un tema che deve essere affrontato in un’ottica di pianificazione familiare condivisa, per esempio attraverso la sottoscrizione di un fondo pensione, o ancora un accantonamento dedicato.

Pianificazione della seconda parte della vita

Non è certamente più semplice pianificare la seconda parte della vita. Immagino una persona previdente che ragioni sull’entità delle proprie risorse in vista di un lungo futuro. La scaletta sarà più o meno questa:

  • per quanto tempo ancora mi aspetto di dover/poter lavorare? 
  • quando, come e con quanto andrò in pensione? 
  • simulazione reddito pensionistico (pubblico + eventuale previdenza integrativa);
  • quanti risparmi avrò da parte quando andrò in pensione? (come evolverà il mio cumulo nel tempo, contemplando l’inflazione, eventuali lasciti in arrivo, transizioni importanti, sostegno a figli);
  • come trasformare il patrimonio accumulato in un’integrazione del reddito pensionistico? quanto posso prelevare mensilmente senza esaurire le risorse troppo presto, per quanto tempo, e quanto avanzerà? ho le coperture necessarie a tutelare questo capitale? 
  • se sono libero professionista, sono coperto da polizze a tutela del reddito e del patrimonio familiare? 

Fatti questi primi conti di base, entriamo nel vivo della valutazione del reddito possibile rispetto al mantenimento del tenore di vita. E qui entrano in campo i comprimari della nostra “sceneggiatura”, ovvero i familiari:

  • ho concordato modi e tempi del mio pensionamento con il coniuge/convivente?
  • quanto solidi sono professionalmente i miei figli? avranno bisogno di aiuto?
  • è possibile anticipare loro parte del mio patrimonio?
  • il mio patrimonio necessita di essere messo in ordine/ottimizzato in vista della successione? eventuali immobili d’epoca troppo costosi da mantenere, eventuali grandi proprietà che dovrebbero essere divise, proprietà a latere di eventuali aziende di famiglia?
  • c’è il rischio di un divorzio nei prossimi anni? come tutelarci e come proteggere la parte di eredità che andrà ai figli?
  • se non siamo sposati, abbiamo considerato che siamo privi di diritti successori? abbiamo valutato di fare entrambi testamento intestandoci reciprocamente la quota disponibile? abbiamo risorse per una polizza vita?
  • è verosimile che il mio coniuge/convivente mi sopravviva? sarà in grado di provvedere a sé stesso/a? questa casa sarà ancora sicura e confortevole per lei/lui in età avanzata? I nostri figli vivranno altrove? 
  • dove vogliamo passare i nostri prossimi 20 anni? ha senso allontanarsi da famiglia e comodità per vivere una vita più tranquilla oppure preferiamo avere a portata di mano servizi sanitari e opportunità della città? 
  • se dovessi perdere la mia autonomia, chi mi assisterebbe? come fare per evitare che ricada tutto sulle spalle del coniuge/convivente?
  • è meglio prevedere forme di aiuto/accantonamento/LTC?
  • possiamo inserire nella nostra pianificazione un percorso di screening medici innovativi per avere un quadro più chiaro della nostra salute futura?

Se risorse economiche e salute prosperano nella mutualità, senso di scopo e socialità non possono farne a meno

Come sarà il nostro futuro? In un contesto in cui il numero dei nonni cresce più rapidamente di quello dei nipoti, un’aspettativa di vita residua dopo il pensionamento di 20/25 anni è anche difficile da riempire. 

Perché vivere così a lungo moltiplica le responsabilità, siamo tutti d’accordo, ma è anche un’opportunità perché la prima fase di pensionamento, quella ancora in buona salute, sia capitolo di vita tutto da scrivere: un progetto in proprio o una nuova attività, volontariato, una laurea tardiva. Purché nei ritagli di tempo di questo terzo atto, si trovi il tempo per pianificare la fase successiva, perché quella si sosterrà su quanto abbiamo messo in ordine prima.

Emanuela Notari, Esperta di longevità e demografia

Analizza l’invecchiamento della popolazione per comprendere il presente e pensare il futuro con un focus specifico sugli impatti socio-economici e demografici, sul mercato del lavoro e sulle asimmetrie legate alla longevità di genere

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