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Il passaggio generazionale nelle imprese: la ricerca di AIPB e Banca Sella

Il passaggio generazionale nelle imprese: la ricerca di AIPB e Banca Sella

La ricerca AIPB (Associazione Italiana Private Banking) in collaborazione con Banca Sella analizza il passaggio generazionale nelle imprese e mette a confronto visioni, bisogni e percezioni sul futuro di imprenditori over 64 e under 50.

La ricerca analizza il passaggio generazionale nelle imprese

Il ricambio generazionale nelle imprese familiari italiane non è solo una delicata fase di passaggio, ma uno snodo fondamentale per la stabilità e lo sviluppo dell’intero sistema produttivo nazionale, anche alla luce dell’elevata diffusione di aziende a controllo familiare nel Paese. 

Entro il 2033, è previsto che oltre 300 miliardi di euro vengano trasferiti tra le generazioni di imprenditori, un evento che si distingue come uno dei passaggi di patrimonio più importanti degli ultimi decenni in Italia.

Ma come viene concretamente gestita la successione e quali sono le aspettative, esigenze e progetti delle diverse generazioni di imprenditori? 

La ricerca condotta da AIPB (Associazione Italiana Private Banking) in collaborazione con Banca Sella nasce proprio per dare risposta a questi interrogativi, a partire dall’analisi di bisogni, aspettative e modalità decisionali di imprenditori over 64 e under 50.

I cluster analizzati dalla ricerca AIPB e Banca Sella

Nella ricerca vengono analizzate due categorie di imprenditori, rappresentative di fasi diverse del ciclo di vita aziendale e personale:

  • over 64, provenienti prevalentemente da piccoli comuni e con una forte concentrazione nel Nord Est;
  • under 50, più presenti nei grandi centri urbani e caratterizzati, rispetto ai senior, da una quota più elevata di laureati.

Due profili che riflettono percorsi, sensibilità e priorità differenti, anche in relazione al contesto territoriale e al livello di formazione. Ma in che modo affrontano le decisioni di investimento, tra esperienza consolidata e nuove competenze, visione prudente e maggiore propensione all’innovazione?

Esigenze, aspettative e approcci degli imprenditori

I due cluster mostrano evidenti differenze nell’approccio alla consulenza e ai servizi finanziari, coerenti con priorità, aspettative e orizzonti temporali differenti.
Dalla ricerca emerge un quadro interessante sulle motivazioni e gli stili di gestione patrimoniale dei due gruppi. 

Gli imprenditori over 64 mostrano un approccio più prudente. Il loro principale obiettivo, infatti, è proteggere il capitale e tutelarsi dall’impatto dell’inflazione. In questo contesto, la consulenza assume un ruolo di guida strategica, che aiuta ad affrontare decisioni complesse e ad analizzare la responsabilità degli esiti.

Gli imprenditori under 50, invece, adottano una prospettiva più orientata alla crescita. La loro attenzione si concentra sulle opportunità di valorizzazione del patrimonio personale e aziendale, con una maggiore propensione al rischio calcolato. 

È per questo motivo che dalla consulenza non si aspettano solo supporto operativo, ma uno strumento altamente personalizzato, capace di adattarsi a esigenze in continua evoluzione e che, da una parte, aiuti a gestire scelte complesse con maggiore lucidità e, dall’altra, ridurre l’influenza delle emozioni in mercati volatili.

L’approccio al passaggio generazionale nelle imprese

Come prevedibile, i due cluster esprimono approcci differenti rispetto al futuro e al passaggio generazionale. 

Se per gli imprenditori under 50 il tema appare ancora distante, inserito in un orizzonte temporale non prioritario, sorprende che anche tra gli over 64, più direttamente coinvolti, solo la metà dichiari di conoscere con chiarezza le implicazioni della successione. La ricerca evidenzia infatti come solo uno su quattro abbia redatto un testamento, a dimostrazione di una diffusa mancanza di pianificazione e di sensibilizzazione sul tema.

Dall’altro lato, gli imprenditori under 50 tendono a considerare la successione come un elemento ancora lontano, da affrontare in futuro, e non come una priorità rispetto ad altri obiettivi. Tra progetti e iniziative prese pensando al futuro, infatti, gli under 50 sentono maggiormente la necessità di disporre di risorse sufficienti a gestire i propri interessi (37%) o avere capitale per aiutare i familiari nei loro progetti di vita (31%). È il 21% a indicare tra i progetti quello di gestire il passaggio della propria attività alle nuove generazioni.

In generale, emerge una tendenza comune: nonostante l’età o l’esperienza, il passaggio generazionale non è ancora inserito in una visione di lungo periodo che consideri protezione del capitale, continuità del patrimonio e strategie di sviluppo sostenibile. Un’opportunità da riconoscere oggi, prima che diventi urgente domani.

Il passaggio generazionale nelle imprese come opportunità strategica

Il passaggio generazionale nelle imprese familiari italiane rappresenta molto più di un semplice cambio di leadership. Parliamo, infatti, di una vera e propria sfida strategica per la continuità e la crescita delle aziende che costituiscono il cuore dell’economia nazionale. Le imprese a controllo familiare coprono gran parte del tessuto produttivo italiano e impiegano oltre due terzi della forza lavoro, a dimostrazione di quanto sia essenziale gestire con attenzione il loro futuro.

Quando il passaggio viene pianificato e gestito con metodo, gli effetti positivi si fanno sentire:

  • crescita del fatturato;
  • maggiore capacità di investimento;
  • miglioramento della redditività;
  • rafforzamento della solidità patrimoniale. 

In questo senso, la successione non va percepita come un evento da affrontare in fretta, bensì come un percorso da costruire nel tempo, con visione e consapevolezza. Un’opportunità, dunque, per consolidare il patrimonio familiare, rafforzare la competitività e assicurare alle nuove generazioni un’azienda pronta a crescere e innovare.

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