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Previdenza in Italia: numeri, rischi e soluzioni concrete per il tuo domani

Previdenza in Italia: numeri, rischi e soluzioni concrete per il tuo domani

Aderire in modo consapevole a un fondo pensione può fare la differenza. Scopri di più in questo articolo di Sabrina Grazini.

Prima di passare alla teoria, ecco un breve tutorial

Lo scenario pensionistico INPS in Italia

Ogni volta che parlo di pensione con un lavoratore Millennial o della GenZ, la prima risposta che ricevo, quasi in automatico, è: "Tanto non ci andrò mai!". Un'affermazione che, per quanto pessimista, è perfettamente comprensibile considerando il contesto storico e sociale attuale. Eppure, è proprio per questo motivo che risulta fondamentale iniziare a pensarci già dai primi anni di ingresso nel mondo del lavoro.

Secondo i dati dell’Osservatorio INPS, le pensioni rappresentano una delle voci di spesa pubblica più significative del Paese.  
Al 1° gennaio 2025, le pensioni vigenti erano quasi 18 milioni (17.986.149 per la precisione), di cui circa il 76% legate a prestazioni previdenziali e il restante 24% a prestazioni assistenziali.
L’importo complessivo annuo delle pensioni è stimato in circa 254 miliardi di euro: una cifra davvero imponente.

Tuttavia, il sistema pensionistico italiano è oggi fortemente sotto pressione, a causa del progressivo invecchiamento della popolazione e della diminuzione della forza lavoro attiva. Questi fattori generano forti preoccupazioni sulla sostenibilità, nel lungo periodo, del patto generazionale su cui si fonda l’intero sistema.

Perché aderire a un fondo pensione? I vantaggi principali

È chiaro che in un contesto così delicato, affidarsi esclusivamente alla pensione pubblica comporta il rischio di ottenere in futuro un assegno pensionistico insufficiente a mantenere il proprio tenore di vita e una vecchiaia tranquilla da preoccupazioni finanziarie.

La previdenza integrativa si conferma una scelta indispensabile per chi desidera assicurarsi tranquillità in età avanzata.
L’importo medio annuo delle pensioni pubbliche di vecchiaia in Italia si attesta intorno a 18.749€,
un valore che spesso non è sufficiente a mantenere uno stile di vita adeguato dopo il lavoro, soprattutto considerando che l’attuale metodo di calcolo è prevalentemente contributivo e tiene conto di carriere lavorative sempre meno lineari o con vuoti contributivi.

Aderire tempestivamente alla previdenza complementare permette di accumulare capitale nel tempo (ecco perché è meglio pensarci fin da giovani), usufruendo dell’effetto della capitalizzazione composta riducendo la necessità di dover sopperire con risparmi personali improvvisati quando la pensione pubblica potrebbe non bastare.

Ecco quindi i motivi principali per i quali è opportuno iniziare a pensare di aderire a un fondo pensione già da oggi:

  • Integrazione della pensione pubblica: il fondo pensione permette di accantonare una somma che si aggiunge al pagamento INPS, garantendo una maggiore sicurezza economica per il futuro.
  • Benefici fiscali: i contributi versati ai fondi pensione sono deducibili dal reddito complessivo fino a 5.164,57€ l’anno; inoltre la tassazione è conveniente. La tassazione separata del TFR può essere dal 23% al fino al 43% in base ai redditi mentre al fondo pensione l’aliquota massima è 15%, riducibile fino al 9% per lunga permanenza (fonte: https://www.covip.it/per-il-cittadino/educazione-previdenziale/faq/trattamento-fiscale)
  • Flessibilità: possibilità in caso di necessità di chiedere anticipazioni o riscatti parziali (anticipo è quando chiedi una parte del TFR al fondo pensione prima del previsto mentre il riscatto è quando o chiudi o riduci la posizione accumulata al fondo pensione), ad esempio per spese sanitarie o per l’acquisto della prima casa. 
    Possibilità che esiste in realtà anche se il TFR viene lasciato in azienda ma con regole stringenti da seguire e una tassazione molto elevata.
  • Contributo aggiuntivo del datore di lavoro nei fondi negoziali: il datore di lavoro versa una quota aggiuntiva oltre al contributo del lavoratore stesso, aumentando l’accumulo nel tempo.

Le tipologie di fondi pensione: aperti, chiusi, di categoria

Nel panorama italiano esistono diverse tipologie di fondi pensione, adatte a esigenze differenti:

  • Fondi pensione aperti: può aderirvi qualsiasi persona (anche non lavoratore),e sono istituiti da banche, assicurazioni, SIM o SGR; l’adesione è libera ed i versamenti flessibili.
  • Fondi pensione chiusi (negoziale): riservati ai dipendenti e nati da accordi tra parti sociali nelle aziende o settori; l’adesione in questo caso è legata a contratto collettivo.
  • Piani individuali pensionistici (PIP): contratti di assicurazione sulla vita a fini pensionistici; molto flessibili e gestiti da assicurazioni.

Le principali differenze riguardano modalità di adesione, soggetti promotori, vincoli di categoria e possibilità di destinare il TFR.

Quando va fatta la scelta dal lavoratore dipendente?

Per i lavoratori dipendenti, la scelta di aderire a un fondo pensione diventa fondamentale soprattutto all’inizio della carriera lavorativa

Al primo impiego, entro sei mesi dall’assunzione, il lavoratore del settore privato deve comunicare all’azienda la destinazione del proprio TFR:

  • un fondo pensione negoziale (se previsto dal contratto collettivo di settore),
  • un fondo pensione aperto,
  • in azienda.

È quindi conveniente valutare da subito, anche alla luce dei benefici fiscali e contributivi, quale soluzione sia più adatta al proprio profilo previdenziale.

Aderire in modo consapevole a un fondo pensione può fare la differenza, oggi come domani.

 

Sabrina Grazini, Consulente del Lavoro, Divulgatrice e Formatrice

Tutto quello che devi sapere sul mondo del lavoro.

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