Un’iniziativa che supporta donne e professioniste nel rafforzare consapevolezza e indipendenza.
Nel panorama delle imprese familiari italiane, la leadership femminile continua a essere un terreno in evoluzione: secondo la XVII edizione dell’Osservatorio AUB, del 2 febbraio 2026, circa il 23% delle aziende vede una donna in ruoli apicali. Un dato che racconta quanto spazio ci sia ancora per crescere, ma anche quante opportunità si aprano quando si valorizzano competenze, visioni e leadership diverse.
È proprio da qui che riparte “Voglio una Borsa Rosa”, il progetto di educazione finanziaria promosso da Banca Sella dedicato all’empowerment femminile, che nel 2026 torna con un nuovo roadshow, in continuità con l’edizione precedente ma con uno sguardo più focalizzato sulla leadership femminile nelle imprese familiari.
Un racconto che attraversa l’Italia
Dopo il percorso avviato nel 2025, l’edizione 2026 si configura come un’evoluzione naturale: un viaggio in quattro tappe tra Castellanza, Cuneo, Verona e Cesena, pensato per dare voce alle imprenditrici e ai territori.
Ogni appuntamento è diventato un capitolo per un racconto collettivo, costruito attraverso esperienze, testimonianze e momenti di confronto. Non solo eventi, ma anche occasioni di incontro e relazione, per creare connessioni autentiche e generare nuove opportunità.
Il format ha alternato momenti di contenuto — con interventi, dati e tavole rotonde — a spazi di networking per favorire un dialogo diretto tra imprenditrici, istituzioni e pubblico.
Dalla ricerca alle storie: il valore della leadership femminile
Al centro del roadshow 2026 c’è la ricerca sviluppata da Banca Sella in collaborazione con LIUC e AIDAF, dedicata proprio alla leadership femminile nelle imprese familiari. Un lavoro che analizza il ruolo delle donne nei processi di governance, innovazione e sviluppo sostenibile, evidenziando contributi, sfide e opportunità.
Nel roadshow, però, i dati si sono trasformati in storie concrete.
Durante la prima tappa all’Università LIUC di Castellanza, le protagoniste sono state proprio alcune delle imprenditrici coinvolte nella ricerca: manager e imprenditrici che ogni giorno guidano il cambiamento dall’interno delle loro aziende, interpretando la leadership in modi diversi ma complementari.
Nelle tappe successive — da Cuneo a Verona, fino a Cesena — il racconto si è arricchito con nuove voci: imprenditrici alla guida di imprese familiari del territorio, portatrici di esperienze diverse ma unite da alcuni tratti comuni.
Cosa significa guidare oggi un’impresa familiare
Dalle testimonianze emerse lungo il roadshow prende forma una visione della leadership profondamente contemporanea, che si allontana dagli schemi tradizionali per farsi più inclusiva, consapevole e generativa. È una leadership che mette al centro le persone, riconoscendole come il vero motore della crescita e del cambiamento, e che allo stesso tempo sa guardare lontano, tenendo insieme la solidità della tradizione con il coraggio di innovare.
In queste esperienze si percepisce una naturale apertura al nuovo: nuove idee, nuovi modelli di business, nuove traiettorie di sviluppo che si intrecciano con percorsi di internazionalizzazione e trasformazione. Ma c’è anche una forte consapevolezza del proprio ruolo all’interno di un ecosistema più ampio, fatto di territori, relazioni e comunità, verso cui le imprese sentono una responsabilità concreta.
Guidare un’impresa familiare oggi significa proprio questo: muoversi in un equilibrio dinamico tra eredità e futuro, custodendo ciò che è stato costruito nel tempo e, allo stesso tempo, trovando il modo di reinterpretarlo per affrontare con visione e determinazione le sfide del presente. Perché l’importante è tenere insieme tradizione e cambiamento, custodendo valori e identità ma con la responsabilità di innovarli e reinterpretarli.
Dalle testimonianze emerge una leadership fondata su ascolto, condivisione e coraggio, in cui il ruolo non è una posizione ma una responsabilità quotidiana verso persone e risultati.
Le storie delle imprenditrici: tra innovazione e continuità
Le protagoniste del roadshow hanno dato voce a storie diverse, ognuna con il proprio percorso, le proprie sfide e il proprio modo di interpretare il ruolo.
C’è chi ha attraversato il delicato passaggio generazionale, assumendo su di sé la responsabilità di guidare l’azienda e le persone in una nuova fase. C’è chi ha scelto di innovare, introducendo nuovi modelli di business e ripensando processi e prodotti per adattarsi a un mercato in trasformazione. E c’è chi ha portato uno sguardo manageriale in contesti familiari, contribuendo a rafforzare struttura, visione e capacità organizzativa.
Nonostante le differenze, queste esperienze si incontrano su un terreno comune: la capacità di leggere il presente con lucidità e anticipare il cambiamento, l’attenzione alla sostenibilità intesa in senso più ampio (ambientale, ma anche sociale e organizzativa) e la consapevolezza che nessuna impresa cresce davvero da sola.
Le relazioni, le reti territoriali eil dialogo con associazioni diventano così leve fondamentali, capaci di amplificare opportunità e visione. Ed è proprio questo intreccio di differenze e punti di contatto a creare un racconto condiviso, dove ogni storia contribuisce a delineare un nuovo modo di fare impresa.
Il ruolo delle reti e dei territori
Un altro elemento chiave emerso dal roadshow è il valore delle connessioni.
La collaborazione con LIUC, AIDAF e le Confindustrie locali ha permesso di costruire un dialogo tra mondo accademico, imprese e istituzioni, arricchendo ogni tappa con prospettive complementari.
Le realtà territoriali coinvolte hanno contribuito a contestualizzare il tema della leadership femminile, evidenziando specificità locali ma anche dinamiche comuni.
Un video per raccontare le voci del roadshow
A raccogliere e dare forma alle esperienze emerse durante il roadshow è [RB5.1][LC5.2]anche un video che intreccia le testimonianze delle imprenditrici protagoniste. Un racconto costruito attraverso le loro parole, capace di restituire non solo i percorsi professionali, ma anche il significato più profondo del loro ruolo oggi.
Attraverso riflessioni personali e sguardi autentici, emergono visioni della leadership, insegnamenti maturati nel tempo e identità d’impresa che si raccontano in modo diretto e vivido. Ogni contributo aggiunge un tassello a una narrazione più ampia, dove esperienze diverse si incontrano e si arricchiscono a vicenda.
Ne nasce così un racconto corale, che restituisce la ricchezza delle esperienze, la pluralità dei punti di vista e la forza di una leadership capace di evolversi, ispirare e generare valore.
Un percorso che continua
Con l’ultima tappa di Cesena si chiude il viaggio del roadshow 2026, ma non si ferma il percorso di “Voglio una Borsa Rosa”.
Quello che resta è molto più di una serie di incontri: è un patrimonio di storie, relazioni e consapevolezze che continua a crescere e a generare valore nel tempo. È l’energia di imprenditrici che ogni giorno scelgono di mettersi in gioco, di innovare, di guidare il cambiamento con coraggio e visione.
L’impegno prosegue proprio da qui, con la volontà di continuare a creare spazi di confronto, occasioni di crescita e strumenti concreti per rafforzare l’autonomia e la leadership femminile.
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